26ott/0915

More of the same? (La maledizione del seguito inutile)

more7Il sottoscritto è un nemico dei seguiti. No, davvero: il 90% delle volte non riesco a comprenderne il motivo… al di là di quello puramente commerciale, è ovvio. E non parlo solamente di videogiochi… anche se forse il campo che è più afflitto da questo morbo è proprio il nostro. Sì, ok, di Rocky saranno usciti 6 episodi (e guai a chi me li tocca!), e di Terminator ben 3 (come dite? Ce n’è un quarto che si chiama “Salvation”? No… esiste solo nelle vostre menti e io non voglio saperne niente!). Ma vogliamo mettere con i tredici episodi di Need for Speed che sono usciti negli ultimi quindici anni? Chissà cosa sarà successo nei due anni di “buco”… forse in casa EA si sono distratti! Sì, ok, alcuni di questi giochi sono grandi titoli… ma altri invece sono decisamente inutili. Se anche voi la pensate così, seguite il mio rantolo dopo il warp, per scoprire quali sono le serie più abusate della storia e sputare insieme un po’ di veleno contro questa brutta tendenza dell’industria!

Se si parla di film, per creare un seguito bisogna “solamente” trovare una storia degna di questo nome che possa rappresentare il proseguio di quella originale. E si tratta di un compito già abbastanza complicato: guardate cosa è successo ai capitoli 2 e 3 sia di Matrix che de I Pirati dei Caraibi, che dopo due esordi assolutamente splendidi hanno buttato in vacca le rispettive trame al punto che avrebbero potuto anche scambiarsele e non se ne sarebbe accorto nessuno.

E nel mondo dei videogiochi, dove la trama è notoriamente poco più che un’appendice secondaria (fatte salve alcune rare e benedette eccezioni), cosa ci si inventa per dare in pasto al pubblico un seguito del videogioco X o Y? Partiamo da un presupposto: un gioco si merita veramente un seguito solo se l’originale era valido. Ok? Se c’è qualcuno che desidera veramente e con forza un seguito di Turning Point: Fall of Liberty, alzi la mano… e verrà fucilato adesso.

La possibilità di speronare senza penalità tutte le auto, a patto che le tamponassimo da dietro, rovinava secondo me il gameplay di Burnout, abbassando di molto il livello di abilità nella guida richiesto per trionfare, nonché il livello di adrenalina generato dalle schivate al millimetro!

La possibilità di speronare senza penalità tutte le auto, a patto che le tamponassimo da dietro, rovinava secondo me il gameplay di Burnout: Revenge, abbassando di molto il livello di abilità richiesto nella guida, nonché il livello di adrenalina generato dalle schivate al millimetro!

Dunque, se il gioco originale aveva funzionato, è perché le sue meccaniche erano vincenti, quindi stravolgerle nel seguito non ha molto senso. E’ stato fatto in Burnout: Revenge, introducendo la dinamica da “flipper”, che difatti ha rovinato (secondo me) il gameplay di uno dei giochi di guida arcade più belli di sempre (il precedente Takedown). Insomma, andare a rovistare troppo pesantemente in una struttura che già ha funzionato bene non conviene. Cosa si fa, quindi? Si adotta la tecnica del “more of the same”, che tradotto significa qualcosa come “ancora un po’ della stessa portata“. Ninja Gaiden 2? More of the same. Metroid Prime 2? More of the same. Persino God of War 2… more of the same! Aggiungiamo un paio di armi, ritocchiamo il design del protagonista, aggiorniamo i roster in caso di un titolo sportivo, un paio di menù extra… e il gioco è fatto, letteralmente.

A volte, ovviamente, si tratta anche di un gioco niente male. Ma guardate dentro di voi e chiedetevi: ce n’era veramente bisogno? Mentre ci riflettete, date un’occhiata a questa lista di serie famose, che a forza di “more of the same” hanno accumulato una quantità di seguiti tale da scavallare persino il 10° capitolo, nascondendosi dietro sottotitoli testuali per evitare di includere un numero che sarebbe suonato abbastanza comico, come “Tomb Raider 28: un nuovo inizio”:

  • Need for Speed – 13 capitoli
  • Tomb Raider – 9 capitoli
  • Madden NFL – 22 capitoli
  • Tony Hawk - 13 capitoli
  • Mortal Kombat – 8 capitoli
  • Resident Evil – 7 capitoli

Ovviamente la lista potrebbe proseguire: per quanto riguarda lo sport, per esempio, ho chiamato a rappresentante solo “sua maestà” John Madden, che dopo 22 anni da testimonial è ormai mummificato e viene sbendato solo per effettuare le interviste in occasione del gioco. Inoltre, in questa “classifica” ho contato solamente gli episodi “ufficiali” delle varie serie… e non per essere meno cattivo, ma semplicemente perché contare tutti gli spin-off e le versioni per piattaforme secondarie sarebbe stato veramente impossibile!

Il punto è: ma con tutta la bella roba che esce costantemente, c’è veramente il tempo per giocare seguiti che girano sullo stesso hardware (quindi tecnicamente sono molto simili), come gameplay differiscono solo per qualcosa qua e là e magari hanno una storia pure meno ispirata rispetto all’originale? Poi finisce che, per concentrarsi sui soliti nomi “grossi” che vomitano seguiti a vanvera, ci si dimenticano tanti titoli meritevoli ma ingiustamente ignorati (che noi vi ricorderemo puntualmente nella sezione JAVS from the PAST).

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