28ott/0949

Ancora due parole su Bayonetta…

Bayonetta_Sexy

I miei cari colleghi sembrano seguire con molto interesse le curve della streghetta sexy, Bayonetta; chi con tono critico, chi col desiderio di giocare il nuovo action SEGA prima del resto d’Europa. Vorrei spendere una manciata di caratteri intorno a Bayonetta, visto che ho avuto modo di provare, oltre alla demo giapponese, anche un codice preview PS3. Se vi interessano le considerazioni di un ex-pornomane digitale rinsavito, procedete pure oltre il warp.

La prima cosa che salta all’occhio, inevitabilmente, è la caratterizzazione della protagonista. Bayonetta è un insieme di espliciti richiami sessuali, compressi nel corpo inverosimile di una donna inesistente: fisco iper snello, gambe affusolate e oblunghe, flessibilità fuori dal comune che le consente di assumere pose assurde e sempre spiccatamente osé… Il maschio lobotomizzato la guarda sbavando, perché tutto di lei è stato pensato per far arrapare.

Un personaggio discutibile, dunque, che non lascia spazio a una caratterizzazione femminile atipica, sconfinando nei cliché sessual-sadomaso-erotici della cultura orientale: occhialietti da maestrina fetish, tutina nera in latex (anche se nel gioco la trama del tessuto è composta dai suoi magici capelli, non è difficile cogliere gli ovvi richiami) etc. La devianza più assoluta scaturisce dal suo essere strega, pronta a falciare qualsiasi creatura angelica le si pari di fronte. La perversione fatta pupazza, in pratica.

Una femmina che non può che far arricciare il naso a tutte le donne che la vedono, perché rappresenta quanto di più distante dalla realtà psico-fisica di una donna. Fatto sta che, per quanto Bayonetta possa essere “lucciola” e avvilente per come rappresenta il genere femminile, è comunque un personaggio molto ben caratterizzato e può tranquillamente rivaleggiare con Dante, Nero e compagnia bella per quanto riguarda la pura presenza scenica.

Il gioco NON è un clone di Devil May Cry, ma un esponente di rilievo del genere action che abbatte finalmente alcuni degli anacronistici limiti che erano stati traghettati su hardware next-gen da Devil May Cry 4. Finalmente non più muri invisibili che non permettono di saltare fuori da percorsi prestabiliti, stretti come la tana di un criceto. Finalmente non più porte a fine livello che non si aprono, ma che danno il via a noiosi caricamenti. E’ stato inserito un sistema di creazione degli oggetti di gioco che, replicando e semplificando il rituale di preparazione di una pozione magica, permette di collezionare pozioni di guarigione e altri utili oggetti senza trovare necessariamente il negozio di zona (o senza completare il livello per accedere ai menù di intermezzo).

Insomma, se l’obiettivo di Hideki Kamiya era quello di far rinascere gli action giapponesi, il risultato è più che soddisfacente e il 40/40 di Famitsu è leggermente gonfiato rispetto alla valutazione reale, ma il valore del gioco in sé è innegabile. La spettacolarità dei combattimenti è ai massimi livelli e il sistema di combo vasto, elaborato e gratificante.

Ultima considerazione tecnica: è vero, la versione PS3 sembra avere un frame-rate decisamente meno costante e generoso rispetto alla demo 360 che ho provato e anche la gestione delle ombre è meno efficace. Eppure ho avuto modo di valutare solo un codice preview e una demo, quindi mi guardo bene dall’affermare prematuramente la superiorità di Bayonetta per Xbox 360 rispetto all’edizione PlayStation 3… anche se non sarebbe una novità per quanto riguarda i titoli multi-piattaforma.

Augh. :mrgreen:

Condividilo!
  • Print
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • PDF
  • Twitter
  • Live
  • RSS