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Dante’s Inferno: prime impressioni a caldo

Dante_open

Da bravo appassionato di videogiochi, sono andato subito a scaricare la Demo di Dante’s Inferno dal PlayStation Network USA. Chi non sa come fare, dovrà attendere pazientemente la Vigilia di Natale… Oppure leggere questo mio breve excursus. Se volete un consiglio, aspettate almeno il giorno di S. Stefano per scaricarla, perché i contenuti sono veramente pesanti! Nel frattempo, curiosate pure dopo il warp

La Demo pesa poco più di 1GB, assolutamente in media con contenuti equivalenti, scaricabili dallo Store. Presentazione essenziale e filmati viziati da un livello di compressione video esagerato, ai limiti dell’accettabile, accolgono il giocatore dopo il download e la procedura di installazione. Prima di iniziare è possibile accedere ad un piccolo menù, nel quale impostare luminosità, contrasto e gamma. Nello stesso menù compaiono le opzioni relative al controller (vibrazione e assegnazione dei tasti), sottotitoli e tutorial. Sempre gradita la possibilità di personalizzare l’esperienza di gioco, anche in una semplice Demo.

All’inizio dell’avventura vengono offerti quattro livelli di difficoltà: Classic, Zealot, Hellish, Infernal. Visto che sono un pigrone (e anche un po’ vecchiotto), ammetto di aver giocato la Demo solo a livello Classic, cosa che mia ha regalato una ventina di minuti di spensierato button mashing (o bashing, che dir si voglia). Il sistema di controllo è una variante sul tema God of War, con tanto di possibilità di schivare gli attacchi avversari tramite lo stick analogico destro. Cosa che introduce, automaticamente, ad una gestione completamente automatica delle inquadrature.

Il primo impatto con il gioco è proprio quello di un mediocre clone di God of War, mi dispiace dirlo. Anche perché, senza voler togliere nulla all’ottimo lavoro di caratterizzazione e design, il motore grafico non sembra reggere il confronto con nulla che possa definirsi next-gen. Dante’s Inferno, almeno nell’edizione Demo per PlayStation 3 che ho provato, appare sporco e privo di dettaglio grafico sotto qualsiasi aspetto: texture squagliate, modelli poligonali di personaggi e ambientazioni essenziali, aliasing a bestia… e a questo punto non mi interessa un bel nulla che tutto giri a 60 frame al secondo.

Di contro, c’è da dire che la gestione delle inquadrature è molto evocativa e, in combinazione con un sonoro d’atmosfera, Dante’s Inferno sa esaltare il giocatore. Prendere a calci nel sedere la Morte in persona è un’esperienza che non lascia indifferenti, soprattutto dopo che si entra in possesso della sua temibile falce. Il sistema di combattimento si fa via via più complesso e gratificante, proponendo contromosse e combo potenziabili, ottenendo upgrade grazie alle anime dei dannati. La Demo prevede l’acquisto iniziale delle uniche doti non sacre: Unholy, come vengono definite.

L’esperienza è di quelle che intrippano, ma non c’è da discutere sul fatto che l’impianto puramente tecnico abbia ben poco di esaltante. Peccato, perché mi sarei aspettato molto di più, esteticamente parlando. Nulla da ridire sull’ambientazione, sufficientemente dark, e sui contenuti dei filmati in CG, evocativi e a tratti impressionanti in quanto a crudezza delle scene. Immancabili, poi, le tette di Beatrice in bella vista… un must al quale non potevamo rinunciare; vero, Metaller?

Dante_triste

Dante, come TUTTI i Crociati (è risaputo), ha una croce di stoffa cucita sul petto... e se la rammenda tutte le sere, urlando di dolore. Povero...

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