Durante queste vacanze di Natale ho pensato bene di rilassarmi con una bella avventura grafica, alternandola alla follia delle Spec Ops di Modern Warfare 2 a veterano, e non c’era occasione migliore per provare questo gioco che, per personaggi e ambientazione, calza a pennello ai miei gusti. Infatti, adoro le avventure grafiche, le atmosfere ottocentesche e i personaggi del buon Sherlock “elementare” Holmes e del meno buono Jack. Ovviamente sapevo benissimo anche di poter andare incontro ad un gioco di rara bruttezza, quindi ho indossato il mio scafandro protettivo e mi sono avventurato in quest’avventurosa avventura… come sarà andata finire? Elementare, JAVSon: la risposta è dopo il warp!
E’ andata a finire meno peggio del previsto! Intendiamoci, questo è un gioco decisamente bruttino… ma di quel brutto che piace. Insomma, tecnicamente non ve lo sto neanche a dire: si tratta di un gioco vecchio nell’anima e senza alcuna pretesa, anche i controlli sono un discreto incubo… però il fascino di personaggi e ambientazione si fa sentire, la sfida tra il detective più intelligente (nonché presuntuoso) di sempre e l’assassino più efferato e misterioso della storia è vincente, senza dubbio. E non è neanche così azzardato come i vari “Zorro contro Maciste“, tutto sommato
Unite poi il tutto a qualche enigma abbastanza classico ma gradevole e alla fine il gioco è fatto.

I dialoghi sono pochissimo interattivi, ma non brutti. Poi, tutto il parlato è in (un discreto) italiano!
Ovviamente noi vestiremo i panni del buon Sherlock e del suo inseparabile Dottor Watson, e ci ritroveremo a fare i conti con una serie di misteriosi omicidi in una oscura e nebbiosissima Londra di fine ‘800. Gli ambienti tra cui aggirarci sono parecchio ristretti e, alla fine, sempre gli stessi, ma l’intreccio della vicenda è abbastanza interessante e sicuramente scoprire il mistero che si cela dietro Jack The Ripper è una spinta ad andare avanti. Generalmente, il gioco si divide in due “momenti”: al seguito di ogni delitto, in una prima fase interpreteremo Watson e dovremo aggirarci in cerca di indizi (interrogando testimoni, scoprendo tracce e altro ancora); in una seconda entreremo in controllo di Sherlock e dovremo “mettere insieme” tutti i pezzi del puzzle, sfruttando un sistema di “deduzioni” logiche abbastanza gradevole.
Uno dei (tanti) problemi di questo gioco è però il fatto che tutte le situazioni sono praticamente teleguidate: nei dialoghi, ad esempio, potremo affrontare pochissimi argomenti, tanto che quasi sempre avremo una sola frase di risposta. Insomma… è come leggere il dialogo di un libro, solo che ogni tanto bisogna premere “A” per andare avanti. Per i maniaci dell’interazione è sicuramente un anatema, ma per chi vuole semplicemente godersi la trama potrebbe essere tutto sommato una piacevole variante sul tema dell’avventura. Parlando degli enigmi, alcuni sono abbastanza banali, altri sono invece molto carini… altri ancora, purtroppo, sono distrutti dalla traduzione italiana, al punto che un paio di volte mi sono ritrovato a cercare la soluzione su Internet, e questo è veramente male. La visuale è sia in soggettiva che in terza persona, ma quest’ultima è davvero terrificante: risulta scomodissimo muoversi e selezionare gli oggetti desiderati è praticamente impossibile, quindi penso che fare te come me e la ignorerete completamente.

A scanso equivoci: questo Sherlock Holmes non c'entra niente con quello appena uscito al cinema e interpretato dal redivivo Robert Downey Jr...
Insomma, questo Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore è un gioco non rifinito e pieno zeppo di difetti (tecnici e di design… non sto neanche a dirveli tutti: fidatevi), ma anche gradevole, a modo suo, appassionante e rilassante. Vista la penuria di avventure grafiche che c’è ormai da molti anni, se siete appassionati del genere come me, tutto sommato potete anche portarvelo a casa… certo, non a prezzo pieno! Il trailer, per chi lo volesse, è qui.
Voto: 6


uno di quei giochini che non si sa chi li fa e perche. di quelli che si trovano in un angolino, in un cestone, nei supermercati. alcuni pensano si siano creati da soli, hanno vita propria, li portano gli elfi la notte. stanno lì, in silenzio, circondati da un’aura di mistero. taluni ti invitano all’acquisto, pensi “caspita!”. poi arrivi a casa, lo provi e dici ancora “caspita!” e poi “perchè l’ho comprato?”
Però tra un annetto a 10 euro secondo me ci sta tutto
Cmq è vero… anche io cerco spesso di capire la psicologia dello sviluppatore di giochi di Serie B… “sviluppare videogiochi” dev’essere bello (e mica sempre) quando sei il direttore creativo di Mass Effect o di Heavy Rain… ma pensate al poveraccio che ha creato le texture in questo gioco e in tutti gli altri come lui, che nel 90% dei casi passano completamente ignorati
un po come le televisioni locali.