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Il Morbo di Bluth colpisce ancora…

DragonDSi_Open

Non conoscete questa temibile malattia ereditaria? E’ una patologia devastante che colpisce tutti coloro che hanno frequentato le sale Arcade dei primi anni ‘80. La persona affetta da Morbo di Bluth è soggetta a perdita selettiva di memoria e stimoli irrefrenabili che lo conducono a shopping compulsivo, quando in prossimità di riedizioni di LaserGame, in particolare: Dragon’s Lair e Space Ace. Opere di Donald Virgil Bluth, da cui il nome del temibile Morbo. La perdita subitanea di memoria induce il malcapitato a dimenticare di aver già acquistato mille versioni di questi giochi, anche per il proprio tostapane a carbone, mentre lo stimolo irrefrenabile all’acquisto gli impone a livello morale la spesa (a volte folle) finalizzata al possesso dell’ennesima riedizione. Ne sono affetto… triste realtà. E’ per questo che ho comprato, per “soli” 800 punti, l’edizione DSiWare dal Nintendo DSi Shop. Soffrite con me dopo il warp

Mentre scrivo queste vane parole, ho il DSi acceso proprio sotto il naso e una voce impostata fuori campo recita: “Dragon’s Lair: a fantasy adventure where you become a valiant knight, on a quest to rescue the fair princess from the clutches of an evil dragon. You control the actions of a daring adventurer, finding his way through the castle of a dark wizard, who has enchanted it with treacherous monsters and obstacles. In the mysterious caverns below the castle, your odyssey continues against the awesome forces that oppose your efforts to reach the Dragon’s Lair. Lead on, adventurer. Your quest awaits!“. La so a memoria, sono malato… :mrgreen:

Che dire, il gioco è sempre lo stesso da secoli: affascinante cartone animato in stile disneyano, semi-interattivo. Un esperimento tecnologico che a ventisette anni dalla sua uscita nelle sale giochi (ebbene sì, è “nato” nel 1983) continua a stregare generazioni di videogiocatori… e a suscitare altrettanti moti di dissenso in coloro che non riescono a memorizzare la sequenza di mosse per portarlo a termine! E’ questa la cruda verità che nessuno dei detrattori di Dragon’s Lair vorrà mai ammettere. :twisted:

La versione per DSi è completa in tutto e per tutto, presentando in un download (peraltro molto contenuto) il gioco nella sua integrità formale. Certo, la compressione dei filmati e la perdita dei frame-rate è un’onta che un fanatico dell’edizione originale stenterà ad accettare, ma il piacere di giocare Dragon’s Lair sugli schermi del DSi è superiore a qualsiasi perdita di dettaglio grafico. L’unica pecca reale, poiché incide relativamente sulla giocabilità, è che nella conversione dei filmati in un formato gestibile dal DSi sono andati persi, talvolta, proprio i frame in cui comparivano le segnalazioni luminose che suggerivano tempistiche e mosse da eseguire. Il giocatore di vecchia data non avrà problemi a rispolverare dall’anticamera del cervelletto la serie di mosse necessarie; il neofita si darà una martellata sulle palle… perdonatemi l’eufemismo.

E’ ovvio che Dragon’s Lair è un gioco per vecchioni, un dinosauro digitale che attira come miele solo le api di veneranda età. E’ per questo che non mi sembra giusto penalizzarlo ulteriormente solo perché ha perso qualche frame per strada. Anzi, l’edizione DSi, proprio in virtù della presenza dei due schermi, è quella che rievoca fisicamente la struttura di una particolare versione del cabinato originale, dotata di due monitor sovrapposti. Una sciccheria che svettava maestosa nelle sale giochi del secolo scorso e che i più anziani e saggi di voi/noi ancora ricordano con affetto e ammirazione. Accedendo alle opzioni di gioco, si può configurare la proiezione dei filmati sullo schermo inferiore, mentre quello superiore mostrerà menù, punteggio e vite… ah, che bello il concetto limitato di vite! Chissà chi ancora apprezza. Ovviamente si possono anche attivare i conitnue illimitati, ma il vero e nobile cavaliere si imporrà un massimo di 3 o 5 vite per salvare la bella principessa, Daphne, dalle grinfie del malvagio drago, Singe.

Diverse altre opzioni di personalizzazione, come la regolazione separata del volume video e degli effetti audio o la possibilità di impostare l’esecuzione dell’Attract Mode (che goduria esaminare elementi propri di un cabinato Arcade, appena varcate le soglie del 2010), lasciano trasparire chiaramente la qualità della produzione. Non una riedizione buttata lì, ma una piccola perla che sfoggia nostalgicamente la schermata dei Punteggi più Alti. Dopo cinque partite, sono andato a spizzarmeli e mi sono commosso leggendo “BAC” accanto a un punteggio che, onestamente, non ho mai capito come venga calcolato in un gioco del genere. Malinconia, portami via… :roll:

Qualche settimana fa ho comprato Dragon’s Lair per iTouch, a conferma del fatto che il Morbo di Bluth scorre possente nelle mie vene. Nonostante la superiore potenza dell’ammennicolo Apple abbia consentito agli sviluppatori di mantenere una migliore qualità audiovisiva, la mancanza di controlli fisici incide non poco sulla sensazione che si prova giocando Dragon’s Lair. Oltretutto, l’interfaccia in sovrimpressione su schermo obbliga a oscurare parzialmente il campo visivo con le proprie mani, nascondendo porzioni di immagine a volte essenziali. A nulla serve la possibilità, su iTouch o iPhone, di modificare le dimensioni di tale interfaccia… Senza contare il fatto che, non avendo una croce direzionale sotto il pollice, la mancanza di un riferimento fisico rende spesso difficile impartire i giusti comandi. Alla fine dei conti, nonostante la perdita di definizione video e audio, preferisco di gran lunga il feeling di Dragon’s Lair su DSi.

Avevo cominciato a scrivere una news e mi sono ritrovato una recensione multi-formato fra le mani. Non mi resta che esprimere il mio sindacabile giudizio parziale! 8-)

Voto: 7.0

Retro-Voto: 10.0 e Lode

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