19gen/1010

Dark Void: la recensione… al volo!

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E’ impossibile non rendersi conto di quanto il mercato si sia standardizzato negli ultimi anni, proponendo poche varianti di un paio di format ben rodati. Risalendo immaginariamente l’albero genealogico degli Action attuali, si potrebbero individuare una manciata di progenitori comuni, fra i quali spiccano: Resident Evil 4 e God of War. Da questi pochi capolavori discende il 99% dei giochi che popolano il panorama d’intrattenimento, su tutte le console. Partendo da questo dato di fatto, è giusto sottolineare che Dark Void, pur non brillando in quanto a realizzazione tecnica, cerca perlomeno di incastonarsi parzialmente in quell’1% di titoli coraggiosi, introducendo modifiche alle formule di gioco classiche. La recensione, oltre il muro del warp

La natura alternativa di Dark Void è ciò che lo rende affascinante, nonostante i limiti tecnici che da subito si manifestano agli occhi del giocatore, sia su 360 che su PS3. Oltretutto, per i giocatori di vecchia data, ha un fascino inspiegabile, forse perché a livello del tutto subliminale rievoca i fasti di un capolavoro del passato: Rocket Ranger, titolo targato Cinemaware, risalente al lontanissimo 1988. Onestamente, il primo impatto ha suscitato anche reminiscenze di un più recente WarHawk, sopratutto per quanto riguarda il feeling audiovisivo. Da un lato, l’accostamento con il titolo PSN è un complimento, vista la qualità dell’azione offerta da WarHawk; dall’altro, è anche vero che si tratta di un confronto forzato, che vede un titolo a prezzo pieno, incentrato su un’esperienza in singolo, affiancato a un gioco ancorato esclusivamente a dinamiche multiplayer online.

E' possibile richiedere in qualsiasi momento informazioni sull’attuale obiettivo, un puntatore ne indicherà immediatamente la direzione il linea d’aria.

E' possibile richiedere in qualsiasi momento informazioni sull’attuale obiettivo, un puntatore ne indicherà immediatamente la direzione e distanza in linea d’aria.

La verità è che Dark Void,  indubbiamente, è una produzione spartana, essenziale e talvolta perfino rozza nei menù e nelle schermate di caricamento, così come nella resa estetica e caratterizzazione dei personaggi. D’altro canto, si tratta anche di un titolo che coinvolge, gradualmente, con una trama dagli spunti interessanti e sopratutto con meccaniche di combattimento sempre più intriganti, che migliorano ad ogni scarto di livello.

L’engine grafico di Dark Void è l’onnipresente Unreal Engine 3, motore capace di regalare miracolosi virtuosismi nelle sapienti mani degli sviluppatori Epic, ma alquanto ostico da domare per tutti gli altri, sopratutto su hardware PlayStation 3. Il difetto storico della terza revisione dell’Unreal Engine, ad esempio, è sempre lì in bella vista: la cronica lentezza nell’aggiornamento delle texture, spesso caricate a bassissima risoluzione e gradualmente aggiornate nel livello di dettaglio, fino a raggiungere la nitidezza desiderata dagli sviluppatori. E’ un problema fastidioso, che ha afflitto anche un capolavoro come Mass Effect, e spesso si presenta proprio sotto il naso del videogiocatore, indisponendo inevitabilmente anche il meno esigente sotto il profilo puramente estetico.

Stralci di conversazione, lettere e appunti sono nascosti nei livelli di gioco. Raccogliendoli tutti e dedicandosi alla lettura si potrà, gradualmente, comprendere meglio gli eventi narrati.

Lettere e appunti sono nascosti nei livelli di gioco; raccogliendoli tutti, si potrà iniziare gradualmente a comprendere gli eventi narrati in Dark Void.

Ad affossare ulteriormente la valutazione tecnica di Dark Void concorro anche altre carenze, come la resa delle ambientazioni, decisamente scarne e piatte, anche se capaci di garantire la sensazione di trovarsi in spazi aperti di vastissime dimensioni. Se si aggiunge, come accennato in precedenza, una caratterizzazione del personaggio principale e dei comprimari assolutamente anonima, è facile lasciarsi demoralizzare da un quadro iniziale non certo esaltante. Vi consigliamo, però, di dare fiducia a questa produzione Airtight Games, anche perché, se Capcom ha deciso di sovvenzionare e pubblicare il progetto, un buon motivo l’avrà anche avuto!

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