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Dante’s Inferno: una dannata recensione…

Quando ho messo le mani sulla demo PS3, scaricandola anzi tempo dallo Store americano, ho subito sentito puzza di zolfo… Ma ho voluto attendere con pazienza e sangue freddo, in modo da provare Dante’s Inferno nella sua interezza. L’ho finito già una volta, mi sto trastullando nel riaffrontare qualche livello iniziale in modalità Diabolica e devo dire che, con il senno di poi, la discesa agli Inferi di Dante ha un suo perché. Lasciate ogni speranza, voi che varcate il warp…

L’ultima fatica di Visceral Games è un gioco d’azione dalle tinte cupe, fin dai disturbanti menù di gioco che mettono a disagio lo spettatore con immagini di sofferenti mani protese verso il cielo, o – peggio ancora – con la figura dannata e desnuda di Beatrice. L’impatto con Dante’s Inferno è buono… cioè… pessimo! Insomma, se l’obiettivo degli sviluppatori era quello di farci sentire a disagio alle soglie dello Stige, non c’è alcun dubbio che l’obiettivo sia stato centrato.

Peccato che il gioco vero e proprio, alla fine dei conti, si riveli poco più di una rielaborazione ben congeniata di God of War. Tanto è questo che volevate sapere: Dante e Kratos sono poi così diversi? A livello di meccaniche di gioco, direi proprio di no. Ora, se siete in astinenza e proprio non ce la fate ad aspettare God of War III, oppure se non avete mai vestito i panni di Kratos, o ancora se non vi interessa l’innovazione, Dante’s Inferno è un gioco onesto e non merita di essere eccessivamente penalizzato per aver “omaggiato” un capolavoro del genere di appartenenza.

I pattern di attacco dei Boss non sono molto complessi, ma alcuni scontri risultano comunque decisamente esaltanti!

Cerchiamo di vederlo come un titolo che cita (a volte ai limiti del plagio), ma con stile e sopratutto cerca disperatamente di trovare la sua identità, proponendo una visione originale e coinvolgente dei gironi infernali e dei personaggi: Dante, Beatrice, Virgilio e tutte le altre anime dannate che incontrerete nel corso dell’avventura. Dante, lo sappiamo tutti ormai, è stato trasfigurato in un Crociato che, di rientro dalla sanguinosa esperienza in Terra Santa, ritrova la sua dolce Beatrice trafitta da uno spadone, a tette all’aria, nel giardino sul retro di casa.

Le immagini sono sempre esplicite, crude, con nudi totali o parziali e scene di estrema violenza in bella mostra. Non mi sono scandalizzato, ma come si dice: “io sono io…“. Magari a qualcun’altro potrebbe dare fastidio un approccio così sopra le righe. Diciamo che Dante’s Inferno non è un prodotto per ragazzi, perciò, anche se qui su JAVS ci definiamo immuni ai soliti approcci pseudo-moralisti, mi sento in dovere di avvisare che alcuni contenuti sono un tantino estremi e non adatti esattamente a tutti. Il girone dei lussuriosi, ad esempio, è un tripudio di organi sessuali deformi e mostruosi…

Ad ogni successivo potenziamento la croce diviene sempre più letale, permettendo anche di caricare dei colpi... in stile Hadouken!

Ma torniamo a noi: Dante, di fronte all’anima di Beatrice trascinata all’Inferno dall’ombra di Lucifero, si getta a capofitto in una voragine, apertasi in esclusiva per il Crociato proprio sotto la chiesetta dietro casa, e da lì inizia la sua avventura di redenzione… o eterna condanna. Sì, perché Dante non ricorda nulla dei suoi peccati e più scende all’Inferno, più si scopre simile alle creature che sta mazzulando di santa ragione. La storia di Dante è narrata con filmati di intermezzo dal tratto cartoonesco, il cui stile – a mio parere – stona con i filmati in CG che segnano l’apertura della trama e alcuni punti salienti.

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