22feb/1059

Videogiochi ed Emozioni: merce rara!!!

Leggendo la splendida recensione di Heavy Rain fatta dal nostro Bac ho cominciato a pensare. Ho pensato a lungo su quanti e quali giochi siano riusciti nell’impresa di commuovermi, di farmi realmente sentire nel profondo del cuore dei sentimenti veri, quasi paragonabili a quelli della vita reale. Ho continuato a pensare e mi sono sorpreso nello scoprire che quasi tutti (pochi a dire la verità) i giochi capaci di fare questo avevano come comune denominatore l’amore familiare.

Certo, anche un Call of Duty, un Halo o qualsiasi “action” in commercio possono farvi provare un’emozione forte, magari quella di trovarsi in una battaglia, di difendere la patria o di conquistare la libertà. Giochi come questi vi hanno fatto schizzare l’adrenalina fuori dalle orbite, ma sono mai riusciti a farvi piangere? Vi hanno coinvolto così tanto da costringervi a volte a riprendere fiato? A me è successo, poche volte a dire la verità, ma caso strano questi sporadici episodi sono quelli che porto con maggior affetto nel cuore.

L’amore tra padre e figlio è uno dei temi che fanno da sfondo ad Heavy Rain. La paura di perdere qualcuno che ami, il terrore di non poterci essere quando c’è bisogno di te. Vi dico solo due parole: “centro commerciale”. Adesso forse non hanno senso, ma quando giocherete il capolavoro di David Cage capirete cosa vogliano dire

Una delle scene più intense di Heavy Rain, quando la vivrete sulla vostra pelle non potrete fare a meno di sentire un brivido sulla schiena!

Di esempi simili nel recente passato ce ne sono altri. Per l’ennesima volta tiro fuori Shenmue, il cui inizio folgorante incide a fuoco nel cuore dei giocatori il desiderio di vendetta verso la persona che ha ucciso il padre del protagonista. Ogni azione da quel momento in poi ha un solo scopo: trovare Lan Di e fargliela pagare!

Potrei citare anche Silent Hill, l’intera serie ma in particolare il primo e il secondo capitolo. Per quanto irreale e romanzata, la trama della serie Konami ha quasi sempre un filo conduttore comune. Nel primo (e in parte nel terzo) episodio un padre cerca disperatamente la figlia scomparsa. Nel secondo il protagonista insegue il “fantasma” della moglie e cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita.

Nonostante le tematiche horror, la serie Silent Hill ha sempre parlato di amore tra due persone. Tutto il resto è scenografia.

Potrei citare anche Max Payne. Chi non ricorda l’inizio finisce dietro la lavagna per essersi perso una delle scene più emozionanti (e crude) della storia dei videogiochi. Un padre di famiglia la cui vita cambia in pochi istanti dopo aver trovato moglie e figlia cancellate dalla vita come uno scarabocchio su un foglio. Destino simile (in parte) a quello vissuto anche da Sam Fisher, moglie morta di malattia e figlia investita da un ubriaco, che poi tanto ubriaco non era. E poi ci si stupisce se alcuni eroi dei videogiochi diventano cattivi e sparano a qualsiasi cosa si muova!

Il cinema ha provato a catturare la tragica storia di Max senza successo. L'inizio del primo episodio è ancora uno dei momenti più intensi della storia dei videogiochi.

L’amore pervade anche la serie Metal Gear Solid. Impossibile non provare una stretta al cuore alla fine dello scontro tra Snake e Sniper Wolf dell’episodio PSone (e GameCube). Per non parlare del confronto, e relativo epilogo, dello scontro tra Snake e The Boss. Ancora più particolare è il significato dell’amore di cui è intriso un gioco come Ico, amore puro per una sconosciuta che in pochi minuti ci pervade di istinto di protezione… e Shadow of the Colossus non è certo da meno!

Ancora oggi ho di fronte questa scena immersa tra fiori bianchi, una delle più memorabili e una delle poche che sia riuscita a farmi piangere di fronte ad un videogioco.

Scusate se sono stato un po’ melenso in queste righe, so di aver trascurato alcuni momenti memorabili, specie nel passato più remoto. Magari mi aiuterete a ricordare nei vostri commenti. Forse questo articolo vi avrà annoiato, ma sapete come succede a volte? E’ notte, non riesci a dormire e le dita volano sui tasti senza che tu possa farci nulla. A me è successo così e ho finito questo “pezzo” pochi minuti fa… dopo essermi addormentato sulla tastiera.

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