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Mass Effect 2: ne vogliamo parlare? (la recensione/retrospettiva)

Ok, lo ammetto: ho impiegato più tempo del previsto a finire Mass Effect 2, e di conseguenza questa recensione è arrivata un po’ tardi, quando tutti lo avete già giocato, apprezzato o meno, assaporato. Ma… aspettate un momento: è proprio vero che le recensioni hanno senso solo nel momento in cui escono “prima di tutti”, per consigliarvi se comprare un gioco o meno? E se invece una recensione fosse anche e innanzitutto uno spunto per discutere, una “scusa” per confrontarsi e scambiarsi idee, invece che una semplice indicazione commerciale, un “consiglio per gli acquisti”? Ecco… allora ritroviamoci dopo il warp a parlare di Mass Effect 2, perché una cosa è sicura: ce ne sono di cose da dire…

Cominciamo subito con la prima e più banale considerazione, ossia che creare un seguito di Mass Effect era da un lato semplicissimo, dall’altro praticamente impossibile. Il lato semplice lo conosciamo: struttura tecnica, ambientazione, personaggi, basi del gameplay… tutti questi elementi erano già scritti ed eccellenti, e Bioware non doveva fare altro che riprenderli, dare una limatina qua e là, aggiornare un paio di dinamiche et voilà… gioco fatto. La parte impossibile (o quasi) era un’altra: quella di tenere testa ad uno dei videogiochi più appassionanti di sempre da un punto di vista che raramente viene considerato nel nostro mondo: quello della trama e delle emozioni pure.

Sì, noi videogiocatori abbiamo il callo sullo stomaco, siamo talmente abituati a “vivere” aborti di storie che finiscono per sembrarci “belle” anche quelle che normalmente, in un film o in un libro, non degneremmo neanche di uno sguardo (ho sentito persino gente dire che Gears of War ha una storia, il che la dice lunga!). Mass Effect invece no, è stato qualcosa di diverso. Un gioco che, in quanto a capacità di ricreare un’universo fantascientifico, una vicenda appassionante, dei personaggi credibili ed un intreccio di rivelazioni sorprendente, avrebbe molto da insegnare a tante opere di intrattenimento contemporanee.

In Mass Effect 2 ritroveremo numerosi personaggi del primo capitolo, e importando il nostro salvataggio noteremo che il mondo cambierà di conseguenze, regalandoci anche alcune sorprese. Molto bello!

Non dimentichiamoci, poi, un’altra cosa: il fatto che, all’interno di una trilogia, il secondo capitolo è sempre il più difficile. L’episodio originario presenta l’ambientazione, crea il mistero di una vicenda che dovrà dipanarsi, ci lascia conoscere i personaggi. Il capitolo conclusivo, ovviamente, sarà un montare di sensazioni epiche e sarà l’episodio in cui si “risolve” tutta la vicenda: non potrà fallire. L’episodio di mezzo, invece, è per sua natura transitorio. Non ci introduce nulla di realmente nuovo, né può concludere realmente nulla. Insomma, un bel problema. Come ne è uscito Mass Effect 2? Accendete i motori iper-luce e saltate a pagina 2

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